A PROPOSITO DI PSORIASI

A PROPOSITO DI PSORIASI..

La psoriasi si manifesta in un modo molto tipico: compaiono sulla pelle una o più chiazze ovali o tonde di colore rosso vivo, omogeneo, dai contorni ben delimitati e di dimensioni variabili (possono essere piccolissime o anche molto estese), leggermente più spesse della pelle circostante; le chiazze sono ricoperte da squame biancastre, che tendono a staccarsi. Il grattamento metodico di queste aree provoca prima un imbiancamento, poi una lievissima fuoriuscita di sangue.

Alla base di queste alterazioni c’è un processo immunologico: alcune cellule del sistema immunitario, i linfociti, stimolano le cellule cutanee a riprodursi molto più velocemente del solito.

Lo strato superficiale della pelle si rinnova quindi nel giro di soli 5 o 6 giorni, mentre abitualmente ne impiega circa 28.

Qualunque zona del corpo può essere colpita, ma più spesso le chiazze compaiono sulla superficie esterna di gomiti e ginocchia, la regione lombosacrale, il cuoio capelluto.

In genere non sono presenti altri sintomi, le chiazze non fanno male, né provocano prurito.

In alcuni casi, però, alla malattia è associata anche una forma di artrite psoriasica.

La psoriasi, di per sé, non è pericolosa per la salute, ma, se non curata, tende a peggiorare nel tempo.

Solo nei casi più gravi, quando le chiazze ricoprono aree molto estese del corpo, può essere compromesso il buon funzionamento della pelle, essenziale per l’organismo.

Per esempio, c’è il rischio che attraverso la pelle danneggiata vengano disperse alcune sostanze, in particolare le proteine.

LE CAUSE

Sono stati individuati 6 geni correlati alla psoriasi, che infatti di solito colpisce persone che hanno almeno un altro familiare malato.

Per esempio chi ha il padre con psoriasi ha circa il 15% di possibilità di sviluppare una malattia.

Ciò che si eredita, dunque, è una predisposizione, ma perché la malattia si manifesti devono intervenire altri fattori scatenanti, come infezioni, traumi, stress o, anche, alcuni farmaci.

La psoriasi colpisce entrambi i sessi, con una leggera prevalenza nei maschi (60% contro il 40% nelle donne) e può insorgere a qualunque età.

Ci sono però due fasce più a rischio: l’infanzia (circa il 15% dei casi di psoriasi si verifica entro dieci anni e i giovani adulti).

LA CURA

Contrariamente a quanto è opinione comune, la durata delle cure necessarie per il trattamento della Psoriasi non è nell’ordine di lunghi anni, ma solo di qualche mese.

La terapia è in grado di portare a guarigione completa l’80% dei pazienti nell’arco di 3-6 mesi, e a distanza di 5 anni circa la metà dei pazienti trattati non ha ricadute.

Certo, le recidive sono possibili. O meglio, chi è guarito rimane sempre più a rischio di ammalarsi di psoriasi, anche perchè mantiene la predisposizione genetica alla malattia, ma non è detto che ciò accada, specie se cerca di tenere alla larga i noti fattori scatenanti.

Va però sottolineato che la guarigione deve essere completa: non bisogna cioè cadere nella tentazione di sospendere le cure finché anche il più piccolo puntino psoriasico non sarà scomparso.

La malattia, infatti, ha un decorso caratterizzato da periodi di stasi e periodi di recrudescenza, e solo se la si interrompe definitivamente ci si può considerare guariti.

Per questo, l’aspetto più importante nella cura della psoriasi è la buona adesione del paziente al piano terapeutico.

Le terapie oggi a disposizione sono molte: sono utili i raggi UVB, a più breve lunghezza d’onda, ma sono assolutamente controindicati i rimedi fai-da-te, o i tentativi di rimuovere le lesioni con prodotti non approvati dal medico.

In questo modo, infatti, oltre a non ottenere nulla, si rischia di danneggiare ulteriormente la pelle.

I TIPI PIÙ COMUNI DI PSORIASI

Volgare: la forma più comune. Colpisce soprattutto la parte esterna (estensoria) degli arti.

Guttata: è caratterizzata dalla presenza di numerosi elementi rotondi-ovali di diametro inferiore al centimetro, disseminati su tutto il corpo. Ha di solito un esordio acuto e un decorso breve, e recidiva meno spesso delle altre forme. Esistono forme più gravi e diffuse, come la psoriasi geografica (con grandi chiazze, dai contorni geografici o politici), la psoriasi universale (si estende a tutta la pelle) e la psoriasi eritrodermica (estesa a tutta la pelle, nei casi più gravi con compromissione delle condizioni di salute).

Forme topografiche:

-psoriasi delle piaghe cutanee (psoriasi invertita) a differenza della psoriasi volgare, che colpisce prevalentemente le aree esterne (estensorie) degli arti, interessa soprattutto le pieghe inguinali, il sottoseno e tra i glutei, nei soggetti obesi e diabetici.

-psoriasi del cuoio capelluto la localizzazione al cuoio capelluto è molto frequente (50% dei pazienti psoriasici) e può essere la prima o l’unica manifestazione.

-psoriasi del volto è piuttosto rara, mentre la psoriasi dell’orecchio è frequente

-psoriasi delle unghie il coinvolgimento delle unghie è presente nel 20-60% dei casi e non raramente può essere l’unica espressione della malattia

– psoriasi palmo-plantare a livello dei palmi delle mani e delle piante dei piedi la psoriasi si può manifestare con aspetti vari

ARTRITE PSORIASICA                                                                                                                                                           QUANDO SONO COINVOLTE LE ARTICOLAZIONI

Alla psoriasi cutanea (o ungueale) può associarsi una forma di artrite.

L’incidenza nei maschi e nelle femmine è circa uguali. La fascia d’età più colpita è compresa tra i 30 e i 50 anni.

Non c’è relazione tra la gravità della psoriasi e la gravità dell’artrite, ma esiste una forte componente familiare in entrambe.

La psoriasi precede l’artrite psoriasica nel 75% dei casi, mentre nel 15% dei casi è l’artrite a comparire prima, e nel restante 10% dei casi le due malattie esordiscono contemporaneamente.

Le articolazione sono arrossate, calde, tumefatte, dolenti e con limitazione funzionale in presenza di lesioni psoriasiche.

Altre volte, invece, in un paziente con psoriasi si riscontrano specifiche alterazioni radiologiche articolari.

La forma più comune della patologia colpisce poche articolazioni (70% dei casi), di solito quelle delle dita delle mani e dei piedi, ma può interessare anche ginocchia e anche.

È una forma in genere poco aggressiva ad andamento cronico.